Il figlio di Maurizio Rebuzzini, il critico fotografico morto lo scorso 17 settembre in circostanze sospette, dal pomeriggio di mercoledì 8 ottobre si trova in carcere a San Vittore per l’aggravamento di una misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti di un 35enne che lo aveva denunciato per atti persecutori. La custodia in carcere è stata ordinata dal gip di Milano dopo che il 44enne non ha rispettato i precetti imposto di non contattare e avvicinarsi alla vittima. Inoltre, il divieto di avvicinamento disposto prevedeva l’applicazione del braccialetto elettronico. Rebuzzini si era però rifiutato di farselo installare. Il 44enne era stato denunciato agli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia per la prima volta dal 35enne, conoscente e residente anche lui dietro la stazione Centrale, la mattina del giorno in cui poche ore più tardi ha trovato esanime il padre sul ballatoio di fronte allo studio di via Gian Franco Zuretti 2. Stando al racconto del 35enne, Filippo Rebuzzini avrebbe concentrato su di lui le sue attenzioni accusandolo di provarci con una donna che gli piaceva. Ad un’aggressione fisica sarebbero seguite anche minacce per messaggio (“Forse non hai capito che la lama te la metto in gola”). Ci sarebbero poi altri episodi analoghi che hanno quindi portato la procura di Milano a chiedere il carcere per Rebuzzini.
Critico fotografico morto, il figlio Filippo Rebuzzini arrestato per stalking
Il gip di Milano ha aggravato il divieto di avvicinamento nella custodia cautelare in carcere dopo ripetute violazioni commesse dall'uomo di 44 anni nei confro…






