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Mario Sensini

«Rottamazione non per tutti, detrazione del 50% per la casa». Maurizio Landini propone un prelievo dell’1,3% sui patrimoni oltre i due milioni

In un contesto di incertezze crescenti sull’economia internazionale, e considerati i margini esigui che ci sono, «solo un uso accorto delle risorse disponibili può consentire di fronteggiare eventuali shock negativi e al contempo proseguire nell’attuazione degli obiettivi prioritari del programma di governo». Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha difeso in Parlamento l’impostazione della Legge di Bilancio del 2026, che vedrà la luce nei prossimi giorni, mentre la Cgil e l’opposizione chiedono una manovra shock, con Maurizio Landini che propone un prelievo dell’1,3% sui patrimoni oltre i due milioni di euro, per recuperare 26 miliardi, e il leader M5S, Giuseppe Conte, che propone di estendere l’area di esenzione fiscale per recuperare il reddito mangiato dall’inflazione.

Le priorità dei partitiIl vertice di maggioranza sulla manovra con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, nel pomeriggio di ieri 8 ottobre, è servito a mettere sul tavolo le misure prioritarie per ogni partito, per le quali Giorgetti si è riservato di quantificare i costi nei prossimi giorni. Non si è arrivati ancora ad una sintesi complessiva, attesa all’inizio della prossima settimana, ma alcune misure, anticipate da Giorgetti in Parlamento, sono già delineate.Ci sarà il taglio dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% tra i 28 e 50 mila euro, una rottamazione mirata delle cartelle esattoriali e una sterilizzazione “selettiva”, per alcune categorie, dell’aumento dell’età pensionabile di tre mesi dal 2027. Si prevede un contributo delle banche, una stretta sulle garanzie statali sui prestiti, ma anche la conferma delle detrazioni del 50% e del 36% sulle ristrutturazioni di prime e seconde case.La quadratura della Legge di Bilancio da 16 miliardi è ancora difficile, perché le esigenze sovrastano le disponibilità, e Giorgetti non cede. «La sostenibilità della finanza pubblica - ha ribadito al vertice - regola la condotta di questo esecutivo».