Il taglio delle tasse non va bene. Meglio una bella patrimoniale per spennare i paperoni. Troppo preso dalle vicende della Flottilla, dal “genocidio” a Gaza e, soprattutto, dal tentativo di mettere il cappello su una piazza che gli viene soffiata dalle sigle sindacali barricadere, Maurizio Landini non deve aver avuto molto tempo per dedicarsi alle questioni che interessano i lavoratori e le famiglie e che saranno al centro della manovra che il governo sta mettendo a punto. Così, nel dubbio, si è buttato sull’usato sicuro. Da una parte il tormentone sul fiscal drag che deve essere restituito ai contribuenti, dall’altra l’immancabile tassa sui ricchi, che a sinistra è considerato un po’ come il grigio, si abbina con tutto e lo puoi usare in qualsiasi occasione. Anche quando non sai che metterti indosso.

D’altra parte scegliere l’abito per contestare la manovra non è facilissimo. Sforbiciata dei balzelli per il ceto medio, dopo aver reso strutturale quella per i ceti bassi, altri aiuti alla maternità, sostegni alle imprese per gli investimenti e le assunzioni, rifinanziamento del servizio sanitario. Con che faccia si può dire che è tutto uno schifo?

LANDINI, LA PROPOSTA CGIL: "PATRIMONIALE", CHI VOGLIONO COLPIRE ORA