di
Matteo Sannicolò
Eugenio Gallizioli è stato immobilizzato di notte in casa: «Mi hanno sorpreso a letto, parlavano con un leggero accento dell'Est. Hanno rubato gioielli e oggetti di valore»
Una notte da incubo. «È stato come essere all’interno di un film», ha raccontato la mattina di mercoledì 8 ottobre Eugenio Gallizioli, l’imprenditore trentino sequestrato e rapinato all’interno della sua villetta in via Falzolgher a Trento. Il titolare di Manifatture Lombarde, importante azienda del settore tessile, era appena rientrato dalle vacanze: vive solo e la sera del 7 ottobre, dopo aver scaricato i bagagli, era uscito nuovamente per alcune commissioni. Rientrato dopo la mezzanotte, era andato a dormire. Lo hanno svegliato le torce dei rapinatori che lo tenevano sotto tiro e hanno trafugato un bottino che ammonterebbe a decine di migliaia di euro.Ancora scosso e visibilmente confuso, Gallizioli ha trovato comunque la forza per raccontare tutto.
Gallizioli, cos’è successo la notte tra martedì e mercoledì? «Sono rientrato a Trento dopo essere stato in vacanza a Cipro del Nord. Per circa una mezz’oretta ho scaricato l’auto e ho portato in casa alcuni bagagli, lasciando per forza di cose la porta aperta. Poi, sono andato ad Aldeno per fare altre commissioni e sono rientrato tardi».






