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Chi ha permesso a Ilaria Salis di salvarsi e vedersi confermata l’immunità da eurodeputata? La certezza sui nomi e cognomi non ci sarà mai, anche perché il voto era segreto, ma il giorno dopo è possibile avere qualche certezza in più grazie alla lista dei presenti e degli assenti. La prima considerazione: almeno 41 voti non le sono arrivati da sinistra. Inoltre, gli italiani di centrodestra erano tutti presenti, tranne uno. Nessun giallo però: il leghista Marco Patriciello non si è presentato per motivi di salute, così come era accaduto a settembre. «Dovevo fare controlli medici», spiega.
Ciò che salta subito all’occhio è il dato degli assenti. Il fronte contrario a Salis, formato da Popolari (Ppe), Conservatori (Ecr), Patrioti (Pfe) ed Europa delle nazioni sovrane (Esn) sulla carta contava 378 eurodeputati. Ma ne erano presenti solo 335, quindi 43 in meno. Quasi la metà, ovvero 20, militano nelle fila del Ppe. Tutti stranieri, soprattutto polacchi, ungheresi e tedeschi. Allora qualcuno potrà pensare che la sinistra si sia presentata in massa per Salis. Invece no. Scopriamo che il fronte composto da Socialisti (S&D), Renew, Verdi e The Left aveva in aula solo 265 eurodeputati, gli assenti erano 45, praticamente tanti quanti il centrodestra. Eppure Salis ha incassato 306 voti, uno in più dei 305 contrari. Significa che se in teoria tutti i colleghi della sinistra hanno votato in massa per lei, ha potuto contare sul supporto di 41 onorevoli di centrodestra o non iscritti ad alcun gruppo (quest’ultimi erano 28, la maggior parte di destra). Ecco chi ha salvato davvero Salis, anche perché Socialisti e Popolari avevano lo stesso numero di assenti: 20 ciascuno.













