Milano – Un sistema di appalti e subappalti, con lavoratori cinesi sfruttati in opifici fatiscenti e insicuri, per “massimizzare il profitto”. Trema ancora una volta il mondo del lusso. Il Tribunale di Milano ha disposto un provvedimento di amministrazione giudiziaria per un anno nei confronti di Loro Piana, storico marchio di moda di alta gamma che ha come presidente del consiglio di amministrazione Antoine Arnault, figlio di Bernard, in rappresentanza del colosso LVMH.

La decisione dei giudici della sezione misure di prevenzione riguarda un’inchiesta condotta dal pubblico ministero Paolo Storari, che ha accertato come Loro Piana abbia affidato la produzione di capi di abbigliamento, incluse giacche, a fornitori esterni. La produzione sarebbe avvenuta in contesti caratterizzati da “sfruttamento del lavoro”. Loro Piana (2.294 dipendenti, quasi 1,7 miliardi di euro di ricavi nel 2024 e 389 milioni di euro di utile) è l’ennesimo marchio dell’alta moda finito nel mirino della magistratura milanese per presunte violazioni legate al lavoro.

Cosa hanno scoperto gli inquirenti

Secondo le indagini condotte dal Gruppo per la Tutela del Lavoro di Milano, l’azienda vercellese del cachemire sarebbe stata incapace di prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo nell’ambito del ciclo produttivo. Non avrebbe, in sostanza, verificato le reali condizioni di lavoro, in particolare nelle aziende appaltatrici. In questo modo avrebbe agevolato colposamente il caporalato.