Che siano le strade di Kigali al Mondiale di fine settembre, quelle francesi per il titolo europeo di domenica scorsa o il percorso collinare della Tre Valli Varesine, per Tadej Pogacar non fa differenza: cambiano le location, ma non gli scenari per l'insaziabile sloveno.

Al suo cospetto gli avversari gettano la spugna: nelle tre competizioni citate gli abbandoni sono stati quasi 300. In Lombardia ha conquistato la 19ma vittoria dell'anno, la 107ma in carriera, al termine dell'ennesima incursione solitaria che ha stremato la concorrenza ben prima del traguardo. In Germania hanno ribattezzato 'Dominator' il fuoriclasse della UAE Emirates. Una superiorità che nel ciclismo sta causando episodi di resa anticipata, quasi a negare il successo altrui.

Jonas Vingegaard ha vinto due Tour de France e quest'anno il danese ha trionfato alla Vuelta di Spagna. E' indiscutibilmente uno dei più grandi professionisti del ciclismo al mondo. Eppure all'Europeo è sceso dalla bici dopo 100 chilometri, ha abbandonato, frustrato nella testa prima che nelle gambe.

Centouno corridori hanno preso il via domenica, ma solo 17 hanno tagliato il traguardo di Guilherand-Granges. Pogacar ha salutato la concorrenza a 75 chilometri dall'arrivo, dando l'ennesima prova di una superiorità schiacciante. E lo sloveno é ormai pienamente consapevole di questa condizione perché non é normale tentare una fuga solitaria scattando così lontano dalla fine.