Altro giro, altra cavalcata. Tadej Pogacar è il nuovo campione d'Europa della prova in linea. Non vedremo mai, quindi, nel 2025 la maglia con le stelle della bandiera della UE: i campionati di Drome e Ardeche non hanno detto nulla di diverso rispetto al Mondiale di domenica scorsa in Ruanda. Primo Pogacar, secondo Evenepoel, proprio come a Kigali. Altra lunghissima fuga per lo sloveno, che questa volta ha scelto di partire ai -77: una sorta di “lungo” programmato e messo sulla strada con puntualità disarmante. Il belga ha provato a tenergli la ruota sulla salita di Saint Romain de Lerps, la più dura di giornata: la resistenza di Remco è durata poco più di un km. Dai -75 sempre e solo Pogacar: gestione e attenzione al tantissimo pubblico sullo strappo di Val d'Enfer, percorso in solitaria per cinque volte dal divino Tadej. Evenepoel ha trovato per un po' la collaborazione di Seixas, Ayuso e del capitano azzurro Christian Scaroni: il vantaggio non è mai sceso sotto il minuto. Poi dai -38 Evenepoel si è messo in proprio, guadagnando pochissimo in pianura e perdendo il poco gruzzolo di secondi in salita. Tutto come a Kigali: Pogacar campione del mondo in linea, Evenepoel 2° (a 31”, ma Tadej ha festeggiato a lungo nell’ultimo km) con la consolazione di essere almeno campione del mondo a crono. Ma è bellissima, dietro quei due fenomeni, la lotta per il bronzo tra il 19enne Paul Seixas e il bresciano Christian Scaroni, vincitore della tappa del Giro a San Valentino di Brentonico: il francese fa la differenza sul falsopiano ai -5 e va a prendersi la medaglia a 3’41” da Pogi. Scaroni chiude con un bellissimo quarto posto.
Pogacar è anche campione d’Europa: cavalcata solitaria di 75 km. Evenepoel 2°, Scaroni è 4°
Anche a Guilherand-Granges, come in Ruanda, Tadej fa il vuoto. Il belga deve accontentarsi di nuovo dell’argento







