Oltre due ore è durata l’audizione di Pietro Orlandi, ascoltato dalla commissione di inchiesta che indaga sulle scomparse della sorella Emanuela e di Mirella Gregori, le due 15enne scomparse nel cuore di Roma nell’estate del 1983. Due ore e mezzo in cui il fratello della cittadina vaticana scomparsa, per la seconda volta, ha condensato 42 anni di ricerche, angoscia e depistaggi.
“La Commissione risolverà sicuramente il caso di Mirella, è una mia convinzione – ha detto Orlandi all’uscita da Palazzo San Macuto – lì non c’è il Vaticano di mezzo, qui c’è’, sono due storie completamente diverse. Sulla nostra loro mi dimostrano sempre la volontà come è stato oggi ma so che è una strada difficile perché per arrivare, purtroppo devi andarti a scontrare con l’ambiente vaticano, io sono convinto che in Vaticano ci sono persone a conoscenza di tutto”. Davanti alla Commissione presieduta dal senatore Andrea De Priamo, Orlandi ha lanciato anche un messaggio a Papa Leone: “Questo è il quarto Papa, vorrei incontrarlo, ho parlato con delle persone vicine a lui, mi hanno detto adesso vedremo come si può fare ma il fatto che non abbia detto una parola di vicinanza per mia madre nell’anniversario della scomparsa di Emanuela è un brutto segnale, vedo la volontà di non parlare di questa storia”. Rispondendo quindi a una domanda del presidente De Priamo, Orlandi ha detto che a suo parere “Raffaella Monzi è una delle persone più importanti in quel momento, quello della scomparsa, ma purtroppo lei è un’altra vittima di questa storia, si sente perseguitata, è dovuta addirittura all’epoca andare via”. Raffaella Monzi, lo ricordiamo, era un’amica di Emanuela Orlandi e forse l’ultima persona ad averla vista in vita. Frequentava la stessa scuola di musica da cui si persero per sempre le tracce della cittadina vaticana. In quel mercoledì di inizio estate, le due ragazze uscirono insieme dall’Istituto Ludovico da Victoria, di fianco alla Basilica di Sant’Apollinare. Mentre camminano verso la fermata del bus, in corso Rinascimento, davanti al Senato, Emanuela le confidò di aver ricevuto un’offerta di lavoro per conto di una ditta di cosmetici. Avrebbe dovuto dare risposta quella stessa sera. Le chiese un consiglio. Raffaella le disse che quell’offerta era strana, troppo ben pagata. Poi la Monzi salì sul bus, non la rivide mai più.






