Come ogni anno anche ieri, 24 gennaio, Pietro Orlandi è sceso in piazza a Roma per ricordare sua sorella Emanuela, scomparsa nel 1983, nel giorno del suo compleanno. Il 14 gennaio, la cittadina vaticana avrebbe compiuto 58 anni di cui gli ultimi 43, avvolti in un oscuro mistero legato a scenari internazionali di ogni sorta.

“Se siete qui è perché avete un forte senso di giustizia e non siete qui solo per Emanuela, questo incontro non è solo per lei ma per tutte le persone che vivono un’ingiustizia”, ha detto Orlandi alle persone radunatesi in Piazza Risorgimento sotto la pioggia.

“Ci sono tre inchieste aperte da tre anni, c’è chi vorrebbe fare qualcosa ma sembrano impantanati. C’è questa volontà di spostare l’attenzione da parte dell’inchiesta vaticana”, ha detto in riferimento alla pista parentale che coinvolge Mario Meneguzzi, zio di Emanuela Orlandi. Una pista già archiviata dagli inquirenti con un nulla di fatto, all’epoca delle prime indagini.

Laura Casagrande indagata “per false informazioni ai pm”

Orlandi è poi intervenuto sull’ultimo colpo di scena della Procura di Roma, l’iscrizione nel registro degli indagati di un’amica di Emanuela: Laura Casagrande, per “false informazioni ai pm”. “L’indagine su Laura Casagrande nasce dalla commissione a cui lei ha raccontato delle cose in modo molto strano”, ha detto il fratello della cittadina scomparsa”. Laura frequentava la stessa scuola di musica di Emanuela Orlandi che aveva sede presso la Basilica di Sant’Apollinare a Roma. La stessa scuola da cui Emanuela scomparve il 22 giugno del 1983. Poche settimane dopo, i presunti rapitori telefonarono proprio a casa sua perché trovarono il suo numero nel taschino dei jeans della Orlandi. Era scritto anche sul suo libro di solfeggio. La Casagrande disse all’epoca che le due ragazze si scambiarono i numeri in vista delle vacanze estive. Interrogata dalla bicamerale di inchiesta che sta indagando sul caso, la donna ha dichiarato di non ricordare più nulla di quanto avvenne all’epoca.