La7
“Non so come si possa paragonare una manifestazione di un milione rotti di persone con alcuni violenti“. Così Lucio Caracciolo, direttore di Limes, commenta a Otto e mezzo, su La7, le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle manifestazioni pro-Palestina dei giorni scorsi. La premier ha espresso il suo “choc” per gli striscioni a favore del 7 ottobre e ha contestato l’idea che le violenze successive ai cortei fossero opera di pochi infiltrati, definendola una “tesi riduttiva”.
Interpellato dalla conduttrice Lilli Gruber sul clima di odio evocato dalla Meloni, Caracciolo sottolinea: “La prima responsabilità dei politici e del governo è quella di calmare gli animi piuttosto che eccitarli. Ci sono già sufficienti vittime per cercare di apparire tali. Dobbiamo guardare le cose con un po’ più di distanza. Trovo anche triste che si applichino le categorie della politichetta interna a fenomeni così catastrofici, molto più importanti di quanto possiamo dire in una campagna elettorale, come quello che sta accadendo in Medio Oriente”.
E aggiunge: “Meloni ha detto che non condivide quello che fa Netanyahu. Puoi definire inaccettabile un’idea o una dichiarazione, ma non un genocidio. Non siamo in un dibattito politico. Questo dice qualcosa su di noi, non solo sulla Meloni. Cerchiamo sempre di guardare gli eventi internazionali in termini di politica interna, non capendoci niente”.









