Caricamento player

La settimana scorsa il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Piemonte ha condannato il ministero dell’Interno e la prefettura di Torino per non aver mai risposto a un migrante che chiedeva accoglienza in attesa della valutazione della sua richiesta d’asilo, e che nel frattempo era finito a vivere per strada.

Non è il primo caso di questo tipo: negli ultimi anni ci sono state condanne di altri TAR contro le prefetture e il ministero, tutte per casi simili. La legge italiana prevede che gli uffici pubblici rispondano alle richieste sulle questioni di loro competenza entro trenta giorni: varie sentenze hanno stabilito che questo principio vale anche per i migranti che chiedono accoglienza. Eppure continuano a esserci situazioni di questo genere, ed è verosimile credere che quelle che diventano note per via dei ricorsi siano solo una parte del totale.

Nel caso specifico, il TAR ha dichiarato illegittimo il comportamento della prefettura di Torino e del ministero dell’Interno (a cui tutte le prefetture fanno capo), li ha condannati al pagamento di 1.500 euro di spese legali e ha ordinato di dare una risposta entro 30 giorni all’uomo che aveva presentato il ricorso.