Attese interminabili davanti agli uffici immigrazione di Torino, con migranti costretti a passare la notte all’aperto pur di chiedere o rinnovare il permesso di soggiorno. Ora il Tribunale di Torino stabilisce che quel sistema è discriminatorio e impone al Ministero dell’Interno di riorganizzare le procedure, seguendo il modello adottato dalla Questura di Milano, che utilizza un sistema di prenotazione online supportato da enti del terzo settore, che differenzia le procedure per chi possiede un documento di identità e per chi ne è privo

La sentenza, firmata dal giudice Andrea Natale, accoglie il ricorso di 18 richiedenti asilo e dell’Asgi, definendo “mortificanti” le condizioni imposte e riconoscendo che queste hanno impedito l’accesso a diritti fondamentali come cure mediche, accoglienza e lavoro.

La vergogna dei permessi di soggiorno: costretti a dormire in coda al gelo per un documento

di Stefania Aoi

L’amministrazione avrà quattro mesi per adeguarsi e dovrà pagare le spese processuali.