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Il ministero dell'Interno ha fatto trapelare che presenterà ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici d'appello di Torino: si va avanti nella procedura di espulsione
Nessun passo indietro, come si dice in questi casi, sull'espulsione dell'imam di Torino Mohamed Shanin. Il Viminale ha fatto trapelare che il ministero dell'Interno farà ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici della corte d'Appello. L'obiettivo è ottenere il rimpatrio in Egitto di Shanin, perché non possa più vivere a San Salvario, quartiere multietnico di Torino. Si tenta quindi di proseguire nelle procedure di espulsione. Shanin, che è tornato a Torino dopo essere stato recluso per diverse settimane nel cpr di Caltanissetta, secondo i giudici "non è un soggetto pericoloso". Inoltre è "incensurato" e i rapporti con persone che sono transitate nella galassia dei terroristi sono datate e non più attuali. Shanin, che ha un permesso di soggiorno provvisorio emesso dalla Questura di Caltanissetta, è stato destinatario di un provvedimento di espulsione lo scorso 24 novembre. A motivare il decreto, le sue parole controverse sul 7 ottobre: ha sostenuto che fosse un atto di "resistenza" dei palestinesi contro Israele. Parole che per i giudici, pur non soffermandosi nel merito, rientrano nel legittimo campo delle opinioni, e non indicano che la persona che le ha pronunciate è pericolosa per la sicurezza nazionale.










