Spartacus di Stanley Kubrick dopo 65 anni continua ad esercitare un fascino e un potere attrattivo unici, inimitabili. Il paradosso? Kubrick disconobbe il film, non soddisfatto della produzione e del controllo subito, il che aiuta a comprendere perché questo colossal storico sia ancora oggi forse il suo film più sottovalutato. Ha cambiato tutto invece, nel genere e non solo, e rimane ancora oggi un'opera incredibilmente attuale.Un film nato da un sogno di rivalsa di un divoSpartacus di Stanley Kubrick, esce in sala il 6 ottobre del 1960, e rappresenta la seconda collaborazione tra la star hollywoodiana e il grande regista newyorkese, dopo quel Orizzonti di gloria che ancora oggi rimane uno dei film bellici più importanti e innovativi di tutti i tempi. Spartacus però non gli sarà da meno, a dispetto della sua confezione molto hollywoodiana, di una produzione che metterà la museruola spesso e volentieri a Kubrick e alla sua idea di cinema. La verità è che questo peplum ha cambiato tutto, nel genere e non solo, e rimane forse il film più sottovalutato a livello di semantica del grande regista. Stanley Kubrick questo film non lo crea né lo decide di sua mano, questo và precisato. Tutto comincia grazie a Kirk Douglas, infuriato per essere stato scartato per Ben-Hur dalla Metro-Goldwyn-Mayer in favore di Charlton Heston, e medita la rivincita.Casualmente, si innamora del romanzo scritto da Howard Fast, dedicato al leggendario gladiatore trace, protagonista della terza guerra servile. Douglas in quegli anni è più di un divo, è un vero motore creativo, è un vero Re di Hollywood. La Universal all'inizio è un po' dubbiosa, anche perché gira voce che pure Yul Brynner stia proponendo lo stesso alla United Artists. Tutto si gioca sulle tempistiche, ma la Universal si decide quando viene a sapere che Douglas ha convinto attori del calibro di Laurence Olivier, Peter Ustinov e Charles Laughton ad unirsi al progetto. C'è solo il problema dello script. Viene realizzato da Dalton Trumbo, un grandissimo sceneggiatore, finito però nella lista nera dei comunisti esclusi dalle Major in seguito al periodo maccartista, tanto da lavorare per molto tempo sotto pseudonimo. Stanley Kubrick verrà chiamato da Douglas dopo che questi ha licenziato Anthony Mann, insicuro sul set.Il 23 maggio del 1980 usciva in sala il film tratto dal romanzo di Stephen King, semplicemente l'horror più influente di semprePuò far scandalo oggi, ma all'epoca il regista newyorkese era considerato un prospect e un oggetto misterioso tra le Major di Hollywood. Douglas però sa che è l'uomo giusto. Tuttavia, Kubrick fin dall'inizio verrà schiacciato tra la forte personalità di Douglas e il notevole spazio lasciato a Trumbo, senza avere quel controllo che desiderava. Ciò si rifletterà in frequenti litigi e un pessimo rapporto con le maestranze, su tutti l'addetto alla fotografia Russell Metty, incapace di dargli ciò che chiede. La produzione avrà numeri da capogiro: 10mila comparse (quasi tutti soldati spagnoli), centinaia di artisti, truccatori, addetti, tantissimi animali, per 15 milioni di dollari di budget, con cui Kubrick crea una nuova concezione di scene di massa, supportate da una dimensione sonora innovativa. Spartacus arriva nelle sale al momento giusto, quando il genere è al suo apice, armato di un 70 mm perfetto per i campi larghi.Kubrick si mette alla prova e impara tantissimo da quell'esperienza, come ammetterà a denti stretti anni dopo. Il film saprà connettere la rievocazione storica del passato, ad una centralità a livello tematico e politico non da nulla. Da una parte abbiamo Roma, gigantesca, potente, ma ormai votata all'ingiustizia, all'oppressione, soprattutto è una società classista, gli uomini vengono utilizzati come giocattoli. Spartacus il trace è uno di loro, un disertore diventato schiavo, che finisce dentro quello che, a tutti gli effetti, Kubrick ci descrive come una sorta di campo di concentramento. Spartacus è dominato da una atmosfera di violenza e tensione quasi opprimenti, che Kubrick sa come alimentare con una ricerca costante del dettaglio, un giocare con luci ed ombre, raccordi di sguardo e movimento di massa. Il trace era stato definito da Karl Marx come un grande rivoluzionario, e dal 73 al 71 a.C. tenne sulle spine il Senato romano.Personaggi straordinari per un affresco storico seducenteRoma aveva piegato ogni avversario, eppure si trovò in casa una rivolta servile portata avanti da un uomo che, di battaglia in battaglia, umiliò le sue legioni, i suoi comandanti. Il grande Laurence Olivier nei panni di Marco Licinio Crasso, tratteggia quello che è un ritratto della corruzione morale fatto e finito. Crudele, ambizioso, non è mosso da audacia, ma piuttosto da una astuzia meccanica. Lo scontro tra i due è uno scontro tra due diverse concezioni di leader. Spartacus si basa sull'esempio, il coraggio personale, sulla generosità. Crasso invece è freddo, sotto sotto aspira alla tirannia, è privo di scrupoli e pietà. La profondità dell'evoluzione di entrambi nel film è un aspetto fondamentale. Il primo da selvaggio assetato di sangue, diventa leader politico e uomo pieno di amore per la bella Varinia (Jean Simmons). Il secondo invece si scopre ossessionato dalla devozione, dall'amore e ammirazione che quello schiavo ha attorno a sé.Lo reputa inferiore, lo disprezza pur essendone geloso, motivo per cui cercherà anche di rubargli Varinia. C'è un chiaro connettersi all'omosessualità in tutto il film, qualcosa che la Universal aggirerà con censure e tagli che faranno infuriare Douglas e Kubrick. Tale legame si palesa nel rapporto tra Spartaco e Antonino (Tony Curtis), così come tra Crasso e un giovane Giulio Cesare (John Gavin). Il film ha dalla sua un insieme di personaggi secondari di grande caratura. Laughton è il nobile Gracco, ciò che rimane di onesto e virtuoso nel Senato romano, Peter Ustinov spesso ruba le scena a tutti con il suo Batiato, mercante di schiavi e gladiatori, avido e repellente, ma capace di redimersi alla fine. Kubrick riuscì comunque a dare una dimensione visiva magnifica, violenta e elegante a Spartacus, storia di un singolo in lotta contro un universo ostile, armato di leggi, soldati.Nel 1789 nelle campagne francesi si diffusero voci incontrollate di allarmi e brigantaggio che scatenarono il panico. Uno studio dimostra che queste cose non succedono per caso, ma secondo logiche precise. Valide ancora oggi per affrontare la disinformazioneLa società romana dell'epoca, il film ce la mostra fondata sulla crudeltà, sulla schiavitù. Kirk Douglas è energico, il suo carisma infinito trasuda da ogni sguardo, da quel fisico scolpito, da quella mascella squadrata serrata costantemente. Spartacus ci guida dentro una tentata rivoluzione, e del perché del suo fallimento; ci parla di un momento che delinea la fine di un'epoca, quella della Repubblica romana, che di lì a poco si consegnerà all'uomo forte di turno. Spartacus è la storia di una sconfitta, totale, innegabile, sanguinosa, con Kirk Douglas agonizzante su una croce sulla Via Appia insieme ad altri 6000 dei suoi, e che ha solo il tempo di salutare la moglie e il suo nuovo nato, prima di morire tra atroci sofferenze. Ha dovuto uccidere Antonino per risparmiargli quella sorte, vedere i suoi amici cadere nella battaglia finale, forse la più incredibile mai vista fino ad allora e che farà la storia del cinema.Il duello contro Woody Stroode, quel “Io sono Spartaco!” gridato dai suoi uomini in catene, sono tuttora momenti di cinema altissimi. Spartacus verrà indicato da registi come Ridley Scott, Steven Spielberg, Bondarčuk, come fonte d'ispirazione. Arriverà anche negli anni 2000 una tamarrissima serie tv. Ma soprattutto, stabilirà uno standard che poi negli anni verrà ripreso da film come Il Gladiatore, Braveheart, Il patriota, Alexander o Le Crociate. La farà proponendo una perfetta commistione tra fantasia e realtà storica, finalizzata ad una visione, un'idea, sulla civiltà e i personaggi del passato. A dispetto dei quattro Oscar vinti, Stanley Kubrick da quel momento non si accontenterà più, e solo due anni dopo con Lolita metterà in chiaro tutto ciò che per lui significa libertà artistica. Ma dopo 65 anni, questo film continua a ruggire, a rappresentare un momento cinematografico di inestimabile bellezza.
Spartacus di Stanley Kubrick compie 65 anni, un peplum straordinario capace di rivoluzionare il genere storico
Il 6 ottobre del 1960 usciva nelle sale americane il colossal che ha fatto la storia del cinema







