Dopo il voto dell’Europarlamento, che ha confermato l’immunità per Ilaria Salis, sono di nuovo volati gli stracci nel centrodestra. La Lega attacca “chi si dice di centrodestra” ma vota a favore del salvataggio dell’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, sotto processo in Ungheria. Forza Italia risponde che non accetta “calunnie e insulti”, rifiutando le accuse di tradimento e di doppiogiochismo. La prima puntata della polemica interna alla colazione c’era già stata a fine settembre, quando la decisione della Commissione Juri del parlamento europeo aveva evidenziato la distanza tra Lega e Forza Italia. Allora i parlamentari europei salviniani l’avevano definita “una eurovergogna targata sinistra e traditori del centrodestra”. Definizione che aveva dapprima fatto innervosire Antonio Tajani, ma che più tardi aveva portato a un dietrofront del leader forzista: il ministro degli Esteri, dopo aver difeso la scelta del Partito popolare europeo di votare contro la revoca dell’immunità all’eurodeputata, aveva cambiato idea. Ma il segreto dell’urna dell’Aula di Strasburgo ha ribaltato le previsioni: su 628 votanti, i favorevoli a mantenere l’immunità sono stati 306, i contrari 305, gli astenuti 17. E Salis è salva per un voto.