di
Laura Vincenti
In un lungo articolo la testata americana racconta il capoluogo lombardo come centro «piccolo ma dal respiro internazionale». Non mancano voci critiche («È inospitale per chi non ha soldi») e riferimenti alle inchieste sull'urbanistica. Il precedente del New York Times
Dopo il New York Times, che ha celebrato Milano come place to go, una delle mete turistiche imperdibili del 2025, un altro autorevole giornale americano, The Wall Street Journal, elogia la città come nuova destinazione dell’élite internazionale, attratta da stile e qualità della vita e vantaggi fiscali. Il 4 ottobre è uscito un lungo articolo socio-economico dal titolo «Behind the Renaissance in Milan», ovvero dietro il Rinascimento di Milano, firmato da Margherita Stancati e Chelsey Dulaney: il pezzo si apre con la testimonianza di Rich Ross, 63 anni, ex presidente dei Walt Disney Studios e presidente di Discovery Channel, che con suo marito ha comprato casa nel capoluogo lombardo. Perché non Roma, Parigi o Londra? Perché «Milan is happening», qui sta succedendo qualcosa, è la risposta di Ross, è piccola, perfetta per le passeggiate, ma ha un’atmosfera internazionale, tanti ristoranti e una scena artistica emergente. La coppia fa parte di un numero crescente di facoltosi globetrotter che scelgono di trasferirsi nella città del nord Italia. Un tempo derisa dagli italiani come funzionale ma cupa, Milano si è trasformata in una città vivace e cosmopolita. Combina caratteristiche di Londra, Parigi e New York, ma senza il caos.






