di
Fulvio Fiano
Negli esposti dei volontari che cercavano di portare aiuti a Gaza sono ipotizzati i reati di sequestro di persona, tortura, violazione del codice di navigazione e tentato omicidio
La procura di Roma ha avviato un’inchiesta sui fatti denunciati dai partecipanti alla missione umanitaria della Flotilla, iscrivendo un fascicolo al momento senza indagati o ipotesi di reato. Negli esposti dei volontari che cercavano di portare aiuti a Gaza sono ipotizzati i reati di sequestro di persona (l’arresto senza titolo in acque internazionali), tortura (le condizioni di detenzione e le umiliazioni inflitte dal ministro israeliano Ben Gvir ai detenuti), la violazione del codice di navigazione (per i tempi e i modi con cui le 43 imbarcazioni sono state fermate dalla Marina israeliana) e il tentato omicidio (per i rischi causati con il lancio di razzi luminosi sulle barche da parte di droni che si suppone appartenessero all’esercito di Tel Aviv).
Il pool di pm si occupa di antiterrorismoIl procuratore capo Francesco Lovoi ha affidato gli accertamenti al gruppo di pm che si occupa di antiterrorismo, in una indagine che si presenta però assai complessa e inevitabilmente lunga.









