Le lezioni di via Conservatorio sono state annullate e almeno per mercoledì e giovedì sono state spostate online, come ai tempi del Covid. Poi si vedrà. Perché questa volta gli studenti si sono presi molto più di un’aula: hanno passato in università la prima notte gli studenti del collettivo Rebelot che hanno occupato la facoltà di Scienze Politiche della Statale. Questa mattina chi era arrivato per fare lezione ha trovato un grosso cartello appeso sui muri dell’ingresso. “Perché oggi hai trovato l’uni bloccata?”, il titolo.
“Siamo studenti di questa università – spiegano - Studiamo scienze politiche, storia, filosofia, lettere, comunicazione. Ogni giorno frequentiamo questo spazio, con promesse patinate di grandi futuri”. Un messaggio in cui viene citata la Global Sumud Flotilla, “la più grande missione umanitaria civile della storia”, la definiscono i ragazzi, che al momento hanno lasciato liberi solo gli accessi da via Livorno e via Pace, fanno sapere dall’ateneo milanese, mentre dentro da questa mattina sono iniziate assemblee, dibattiti e quelle che definiscono “attività alternative”.
Una protesta “contro l’accademia del genocidio”, era stato il messaggio fatto rimbalzare sui canali social lunedì sera, nelle stesse ore in cui nella sede centrale veniva presentato di lezioni, proiezioni di film, incontri dal titolo “La Statale per la pace”, con 120 lezioni aperte a tutti che declinano la pace a attraverso i linguaggi delle più diverse discipline, dalla biologia alla matematica, dalla letteratura alla sociologia alla farmacologia.








