VENEZIA - Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice. Giovedì 9 ottobre, alle 20, il più celebre direttore d'orchestra al mondo festeggia cinquantacinque anni di collaborazione con la massima istituzione musicale veneziana e sessant'anni dal suo debutto veneziano. Se il primo concerto con l'Orchestra della Fenice, infatti, è del 1970, già nel 1965, quale allievo dei corsi estivi di Franco Ferrara, Muti si fa subito notare per l'indubbio talento, presentando al saggio finale la Sinfonia della "Norma" di Bellini.

Da allora, il maestro napoletano è ritornato più volte in laguna, anche alla testa della Philharmonia Orchestra di Londra e della Filarmonica della Scala. Nel 1970 dirige l'Orchestra della Fenice e il Coro Filarmonico di Praga nel "Magnificat" di Bach e nell'oratorio "Cristo sul Monte degli ulivi" di Beethoven. Poi, ancora alla guida della compagine veneziana, nel 1971 propone la Settima di Beethoven e la Quinta di Čajkovskij, e nel 1972 presenta l'oratorio "Ivan il terribile" di Prokof'ev. Di particolare significato simbolico, naturalmente, il concerto del 14 dicembre 2003: Muti dirige l'Orchestra e il Coro della Fenice per la riapertura del teatro dopo il terribile incendio del 1996. Questa volta, alla guida dell'Orchestra giovanile Luigi Cherubini, complesso da lui fondato nel 2004 e con il quale il celebre direttore era già stato in laguna nel 2021, verranno proposti l'ouverture "Coriolano" op. 62 di Beethoven e il Concerto per flauto n. 2 in re maggiore KV 314 di Mozart, con la partecipazione di Karl-Heinz Schütz. Concluderà il programma la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven. Se la presenza di Muti in ambito sinfonico si può considerare nel tempo abbastanza costante, il pubblico veneziano ha però un rammarico: il maestro non ha mai diretto un'opera alla Fenice. Chissà se questa mancanza sarà presto sanata.