di
Dafne Roat
Un sessantenne condannato a 5 anni. Per via dell'account falso, l'ex compagna si era trovata un uomo sotto la sede del suo posto di lavoro che la stava aspettando: «Ho avuto paura»
Sul volto si legge la sofferenza di chi combatte da anni. Di chi ha cercato di rimettere a posto i pezzi della sua vita. E non è stato facile. Ma la sentenza di ieri, 6 ottobre, mette un punto fermo, anche se non sarà quello finale. «Sono qui anche per le altre donne, perché non deve accadere di nuovo. E purtroppo è già successo», la voce si incrina. Ha affrontato tutto con coraggio, non si è fatta scalfire, ma la ferita è profonda. «È stato un incubo», afferma l’impiegata a margine dell’udienza, dopo la pronuncia della giudice Marta Schiavo che ha condannato a cinque anni per stalking e revenge porn il suo ex compagno, un sessantenne trentino.
La condannaIl Tribunale è andato oltre la richiesta di pena a 3 anni e 8 mesi del pm Davide Ognibene e ha stabilito un risarcimento immediatamente esecutivo di 20mila euro alla donna che si è costituita parte civile attraverso l’avvocata Valentina Tomio. Una sentenza severa che se verrà confermata nei successivi gradi di giudizio riaprirà le porte del carcere all’uomo. Su di lui pesa anche un’altra condanna a 6 anni e 3 mesi per calunnia, sempre ai danni dell’ex compagna, accusata di fantasiosi presunti intrecci con la malavita che le erano costati anche una perquisizione da parte delle forze dell’ordine. «Sono stata accusata di istigazione al suicidio, tentato omicidio, di cose assurde», spiega. Tutto falso. Lui aveva inventato anche una fantomatica storia di sicari e crimine solo per «punire» la donna che lo aveva lasciato. Su di lui da quasi un anno pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma ad oggi sembra introvabile. La richiesta di arresto del pm Ognibene era scattata in aula nel corso del processo per revenge porn lo scorso dicembre, ma da allora niente.







