Il comprensorio sciistico Colere-Lizzola, nel bergamasco, nasce come idea alla fine degli anni 80 quando sulle Orobie la neve in inverno cadeva e persisteva per molti mesi all’anno e le aree di importanza comunitaria non erano ancora state istituite. Ripreso nel 2009, il progetto fu accantonato per le evidenti pecche nella VAS e nella VIA dovendo essere realizzato nel Sito di Importanza Comunitaria “Val Sedornia-Val Zurio-Pizzo della Presolana” (oggi ZSC IT2060005) e nella Zona a Protezione Speciale IT 2060401 “Parco Regionale Orobie Bergamasche”; oltre all’incompatibilità ambientale venne evidenziata la inaffidabilità economica di un progetto sfruttato solo da turismo mordi e fuggi data la mancanza di strutture ricettive e la precaria viabilità.
Nel 2024 la società RS Impianti – che gestisce gli attuali impianti di Colere – ha ripresentato il progetto mantenendo la struttura generale di quello bocciato nel 2010, con alcune modifiche. Da Lizzola salirebbe una nuova cabinovia senza stazioni intermedie, che andrebbe a sostituire le tre seggiovie esistenti attraverso la Val Sedornia; la montagna che si frappone tra Colere e Lizzola, il Pizzo di Petto, dovrebbe essere “bucata” per unire i due versanti con un tunnel lungo oltre 400 metri dotato di funicolare a piano inclinato; il collegamento con Colere, costituito da due impianti al posto dei tre originariamente previsti, si svilupperebbe attraverso la Val Conchetta; ai piedi del Monte Ferrante si prevede un bacino di accumulo per l’innevamento artificiale (il progetto parla di “banca dell’acqua”) su suolo di natura carsica permeabile all’acqua, un invaso che dovrà essere impermeabilizzato tramite materiali plastici e potrà venire alimentato solo dalle piogge.






