Sulla discussa questione della funivia/cabinovia in Valbisagno, idea che la giunta Salis potrebbe trasformare in progetto dopo il confronto con la popolazione del luogo, interviene con una analisi che contiene un retroscena l’architetto Stefano Fera, presidente di Italia Nostra Genova.
Fera, con un post su Facebook, ipotizza che la soluzione funivia al posto di altre opzioni, tram in primis o rinforzo del sistema bus, possa essere legata alla cancellazione del progetto di funivia del Lagaccio. Anche quello era un progetto delle giunte Bucci ma va detto che la nuova amministrazione, a gennaio, aveva annunciato l’accordo, in attesa di approvazione ministeriale, per l’ipotesi di una tratta assai ridotta rispetto a quella originale .
Per Fera questo comporterebbe una penale che, la soluzione Valbisagno potrebbe risolvere affidando al realizzazione della cabinovia all’azienda Doppelmayr già coinvolta per il Lagaccio. Ipotesi che forse non tiene conto di un eventuale appalto a cui potrebbero partecipare anche altre aziende – non sono per altro molte in Italia – e di altri fattori amministrativi.
Questo, comunque è il pensiero di Fera: «Con la storia della funivia in Val Bisagno è tutto un fiorire di teorie trasportistiche sui pro e i contro, come se il problema fosse quello. Ciò, invece, che nessuno dice con la dovuta chiarezza e franchezza è che l'assurda ipotesi di funivia sul greto del Bisagno è, essenzialmente, una exit strategy per l'attuale amministrazione dal trappolone ricevuto in eredità dalla precedente col progetto della funivia del Lagaccio. Stando, infatti, ai contratti stipulati all'epoca dal Comune con Doppelmayr Italia e col raggruppamento di professionisti e aziende facente capo a Collini Lavori, se Genova oggi non realizzasse quell'impianto rischierebbe una penale intorno al 10% dell'appalto (valutato intorno a 40,5 milioni di euro), ossia pari a circa 4,5 milioni di euro.A questi potrebbe aggiungersi un danno erariale se la mancata realizzazione dell'opera (sul Lagaccio) fosse considerata dalla Corte dei Conti non sufficientemente e adeguatamente motivata dal punto di vista dell'interesse pubblico.Non a caso, il soggetto in questione, sia per la funivia del Bisagno, sia per quella del Lagaccio, è l'austriaca Doppelmayr che, grazie a Bucci e ai suoi cari, ha il coltello dalla parte del manico.Ecco dunque che, per trasparenza, il tema del dibattito oggi dovrebbe essere questo: ha senso regalare 4,5 milioni di euro agli Austriaci, più strascichi vari con la Corte dei Conti, per evitare quell'assurdità o è meglio ricorrere a un compromesso, cioè a un accordo con questi e lasciar realizzare loro, tra le due funivie, la meno inutile, impattante e assurda?Ma siamo anche sicuri che la penale che si pagherebbe oggi non sia comunque inferiore a possibili futuri costi di gestione per un servizio forse neanche tanto efficiente e risolutivo, al pari di quel che sarebbe stato qui l’altro meraviglioso parto bucciano, ossia lo Skymetro?».










