Una scena da film, con un'auto che in retromarcia sfonda il cancello, gli occupanti che scendono e iniziano a sparare all'impazzata.

E' stato tutto registrato da un telefonino quanto accaduto all'interno del campo nomadi di Lonato del Garda, nel Bresciano, dove la 44enne Dolores Dori giovedì scorso è stata ferita prima di essere abbandonata fuori dall'ospedale di Desenzano, dove è morta.

Proprio la vittima con la madre Amalia Levacovich, 59 anni e con il figlio di 16 anni sono a bordo dell'auto che fa irruzione nel campo nomadi e le due donne sono le prime ad aprire il fuoco contro la famiglia rivale che reagisce e a sua volta spara, mentre il ragazzo riprende tutto con il suo cellulare. E' il suo video che ha permesso agli inquirenti di dare un primo impulso alle indagini: madre e figlio della vittima sono infatti stati fermati con le accuse di tentato omicidio pluriaggravato, detenzione illegale, porto abusivo di armi e minacce.

La loro è stata una vera e propria spedizione punitiva nei confronti della famiglia sinti del ragazzo che la figlia della vittima avrebbe voluto sposare e che per un periodo si era trasferita proprio nel Bresciano. Per chi indaga è stata un'azione premeditata e lo dimostra un particolare: una delle donne con la pistola e il ragazzino che riprende indossano dei guanti in lattice evidentemente per non lasciare tracce. Dopo la raffica di colpi esplosi, da una parte e dall'altra, Amalia Levacovich, ribattezzata 'la regina dei sinti di Pistoia', una vera e propria istituzione nel mondo sinti italiano, fa sparire le armi e scappa a bordo dell'auto segnata dai proiettili, mentre Dolores Dori viene portata in ospedale dal marito - che attendeva lontano su un'altra auto - e scaricata davanti al pronto soccorso. Morirà poche ore dopo.