Ogni anno la flotta italiana di pescherecci utilizza circa 50 milioni di cassette monouso in polistirolo espanso utilizzate per la conservazione e il trasporto del pescato. In termini di peso si parla di qualcosa come 14 mila tonnellate. Una parte di questo materiale, per effetto dei normali processi degenerativi o perché finisce accidentalmente (oppure no) in mezzo al mare, si decompone fino a formare porzioni sempre più piccole di plastiche e microplastiche, che inquinano i mari e intossicano la stessa fauna ittica che involontariamente le ingerisce. Ecco perché intervenire a monte del processo è di fondamentale importanza.
Cassette di polistirolo per la pesca, 14 mila tonnellate di plastica che mettono a rischio mari e fauna marina
Una parte del materiale si degrada e finisce con il compromettere la salute delle acque e quella dei pesci, che poi noi consumiamo. La campagna «Bluefishers» di Marevivo per aiutare i pescatori a cambiare metodo







