Il saluto agli ex giocatori, i sorrisi e le mani alzate per salutare i tifosi già nel riscaldamento, poi l’emozione all’ingresso in campo. “Noi di te sempre fieri, grazie di tutto”, si legge dalla curva. Per Massimiliano Allegri – quella tra Juventus e Milan, finita 0-0 (con Pulisic che ha anche fallito un calcio di rigore) – non è stata ovviamente una partita come tutte le altre. Otto anni in bianconero: cinque nel primo ciclo, tre nel secondo. Cinque scudetti, altre coppe nazionali e due finali di Champions League tra il 2015 e il 2017.
I suoi occhi erano lucidi già nel tunnel. È lì che ha prima abbracciato Kenan Yilidz, gioiellino bianconero che proprio Allegri ha fatto esordire in Serie A, poi altri suoi ex calciatori tra cui Manuel Locatelli. E ancora magazzinieri, collaboratori, addetti alla sicurezza dello stadio. Poi l’ingresso in campo, l’annuncio delle formazioni e un “olè” nel momento in cui lo speaker ha annunciato il suo nome. E poi anche la dedica della curva con uno striscione: “Noi di te sempre fieri, grazie di tutto Max Allegri”, con l’allenatore rossonero che ha ringraziato i suoi tifosi.
Soprattutto nel secondo ciclo, quello tra i tifosi della Juventus e Allegri è stato un rapporto complicato: criticato da tanti per il suo gioco non sicuramente entusiasmante – ma comunque efficace – l’allenatore livornese è sempre rimasto in prima fila per prendere le difese della squadra, anche nei momenti più difficili come quelli della penalizzazione dopo il processo plusvalenze nel 2023.








