Milano, 6 ott. (askanews) – Un viaggio nelle regioni polari sulle tracce delle grandi esplorazioni, con sette animali come guida: Frank Westerman è uno scrittore capace di unire reportage e letteratura, muovendosi come un testimone e un osservatore attraverso il presente. Il suo ultimo libro, presentato anche al festival Internazionale a Ferrara, è “Bestiario artico”, edito da Iperborea, che racconta di narvali, granchi reali o anguille, ma soprattutto del paesaggio umano.
“Ho preso il diario di viaggio di William Barents del XVI Secolo – ha detto lo scrittore ad askanews – ed era affascinante, perché mostra anche i suoi incontri con gli animali, per esempio gli orsi polari. E con questo diario tra le mie mani ho viaggiato alle isole Svalbard, in Norvegia, nei suoi stessi luoghi e ho provato a riscrivere il diario sotto forma di un bestiario moderno, che però è anche uno specchio per noi umani”.
La scrittura di Westerman è sempre intrigante, le sue storie si collocano in un terreno anomalo, quello in cui si scopre il mistero che c’è dietro le cose. Sia che si parli di unicorni marini sia dei supposti suicidi collettivi de lemming. Ma, in fondo, ognuno di questi racconti tratta anche del clima. “Il cambiamento climatico – ha aggiunto – è l’ospite non invitato: è ovunque nel libro. Noi umani siamo troppi e ci stiamo comportano nel modo sbagliato, ma come possiamo fare, c’è un modo per adattarsi? Nello stessa maniera in cui gli orsi polari si sono adattati ai cambiamenti climatici, così io penso che dobbiamo fare anche noi”.






