Un dolore alla spalla che non passa, la fatica nei movimenti quotidiani, la sensazione di uno “scatto” ogni volta che si solleva il braccio: spesso è così che si manifesta una lesione della cuffia dei rotatori, la complessa struttura di tendini e muscoli che consente alla spalla di muoversi in tutte le direzioni.

Si tratta di un problema molto diffuso, soprattutto dopo i 60 anni, ma non raro anche nei più giovani e i dati che abbiamo a disposizione grazie alla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot), confermano che circa il 30% degli over 60 presenta alterazioni o rotture della cuffia dei rotatori, con una quota crescente tra gli sportivi o tra chi svolge lavori fisicamente usuranti.

Non solo questione d’età

Le cause possono essere molteplici. Una “cuffia malandata” può essere il risultato di una degenerazione progressiva, legata al tempo, al fumo o a posture scorrette, ma anche a traumi improvvisi, come una caduta o un movimento errato. Anche sport praticati senza un’adeguata preparazione possono aumentare il rischio, così come una predisposizione familiare a questo tipo di patologie.

Degenerazione e lesione non sono sinonimi, ma spesso si susseguono e devono essere valutate caso per caso. Non sempre è necessario un intervento chirurgico: ciò che conta è riconoscere i segnali d’allarme e intervenire con le terapie più adeguate.