Saranno almeno 2.300 le parti civili costituitesi nel processo per la cosiddetta truffa dei lingotti d’oro da quasi 90 milioni di euro. Il procedimento è iniziato lo scorso 3 ottobre e si sta celebrando al tribunale di Milano. L’importo complessivo richiesto ai giudici dalle vittime del maxi-raggiro si aggira sui 36 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta della procura milanese, c’è la Global group consulting Spa, uno studio di consulenza globale (finanziaria, legale e commerciale) con sede a Milano ma aveva una sede anche a Pergine Valsugana, in Trentino. Gli investigatori della guardia di finanza del capoluogo lombardo hanno già provveduto al sequestro di 23 milioni di euro in contanti e altri 8,5 milioni in lingotti d’oro, garantendo così almeno in parte il risarcimento alle cinquemila vittime della truffa di cui, però, solo una parte sono entrate nel processo. Tra le parti offese, ci sono anche duecento trentini che, secondo la guardia di finanza, hanno chiesto la restituzione di poco più di 4 milioni di euro per una media di ventimila euro investiti a testa.