Sinner si ritira a Shanghai: crampi. Ma contro Griekspoor aveva sprecato tre palle break. Errani-Paolini vincono il torneo di Pechino

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Magari Zverev sarà felice di non vedere stavolta Sinner in finale a Shanghai, ma di sicuro la scena di ieri non è di quelle che fanno contento il tennis. In particolare il nostro. Ovvero: il numero due del mondo, abbracciato al fisioterapista e con la racchetta usata come stampella, che non riesce quasi ad arrivare alla sedia. Jannik, appunto, che tra un malessere di qua e un crampo di là riesce a trovare ogni tanto nel suo fisico il nemico perfetto. La classifica ora piangerà (perde 950 punti), ma niente drammi.Galeotta è stata la finale vinta mercoledì a Pechino: Sinner al Masters 1000 asiatico è approdato con poco tempo per cambiare superficie (sì, Sasha, questa è più lenta) e soprattutto clima. A Shanghai ieri l'umidità segnava l'89%: in questi giorni le gocce di sudore sui campi del torneo diventano spesso dei laghetti. E succede di tutto, perché il calore dà anche alla testa: al primo turno, per dire, l'arbitro ha spedito il grondante Medjedovic a cambiarsi per il pericolo di scivolate, cosa che però ha scatenato il suo avversario - il francese Rinderknech - che si è tolto una scarpa per lasciare le sue macchie a terra e poi s'è ritirato per protesta tra insulti reciproci. Questa la situazione - sempre ieri ko a partita in corso anche Goffet e Machac -, che spiega come lo stop di Sinner contro Griekspoor (solo ad Halle quest'anno non era arrivato in finale) abbia un senso. Un po' anche per colpa sua - tra virgolette, sia chiaro - e un po' anche perché, dopo la partita iniziale contro Altmaier programmata sabato per dargli tempo di ambientarsi, non ha avuto il canonico giorno di riposo. Da qui i crampi che hanno bloccato entrambe le gambe.