Tesla, stupisce ancora: ha deciso di stuzzicarci con un teaser domenicale, annunciando un evento per il 7 ottobre. Nove secondi di video su X dove un'auto illumina con i fari il buio come un fantasma tecnologico. E poi un altro clip che termina con un enigmatico "10/7", come se fosse il codice per entrare in un club esclusivo. Che sarà mai? Un nuovo modello più economico, si sussurra tra investitori e analisti, ansiosi di mantenere lo slancio delle vendite. Perché, si sa, il progresso non può fermarsi, nemmeno quando il portafoglio inizia a cigolare. Tesla, che ha già rimandato il lancio di una versione low-cost del Model Y negli Stati Uniti – "primi prototipi" annunciati a giugno, ma vendite slittate al quarto trimestre, con produzione a rilento – ora promette un veicolo spogliato del superfluo, circa il 20% più economico da produrre rispetto al Model Y rinfrescato. Potrebbe arrivare a 250.000 unità all'anno entro il 2026, dicono fonti anonime a Reuters, come in un thriller finanziario dove i numeri sono i veri eroi. E intanto, l'azienda ha chiuso il trimestre di settembre con consegne record, grazie a un'impennata di acquisti elettrici prima della scadenza del credito fiscale americano da 7.500 dollari, evaporato il 30 settembre. Un po' come correre al supermercato prima che finiscano le offerte: l'ecologia al ritmo del consumismo, con un timer che ticchetta. Ma fermiamoci un attimo: Elon Musk, il profeta del pianeta salvato dalle batterie, ci vende l'illusione di un mondo più verde, ma sempre più veloce, più connesso, più dipendente da lui. Un'auto più abbordabile per sostenere le vendite: tradotto, un modo per far entrare nel circolo virtuoso (o vizioso?) anche chi non può permettersi il lusso elettrico. Intanto, il buio del video teaser nasconde chissà quali sorprese. Magari un robotaxi, o un'ennesima promessa di autonomia totale. Musk è maestro nel creare attesa, come un regista di Hollywood che sa quando accendere i fari.