di
Giusi Fasano
Il presidente americano incalza il premier: «Perché sei così negativo? È una vittoria per te». Poi minaccia gli islamisti: se non rilasciano gli ostaggi e cedono il potere saranno annientati, ma apre a modifiche del piano
DALLA NOSTRA INVIATAGERUSALEMME - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Euronews: «Non posso garantire che Hamas accetterà di rilasciare gli ostaggi. Credo sia possibile. Spero che accada, ma non posso garantirlo». Il presidente Usa Donald Trump alla Cnn: «Se non dovesse accadere», se Hamas rifiuterà di liberare gli ostaggi e di «cedere il potere e il controllo» di Gaza, deve sapere che rischia «il completo annientamento». Ma noi «speriamo di poter concludere questa situazione nel modo più semplice e non in quello più difficile». Poi la strigliata a Netanyahu: «Non capisco perché sei sempre così fottutamente negativo. Questa è una vittoria. Accettala».
Un altro giorno di altalena, ieri, fra i timori di insuccesso e la speranza del lieto fine sull’accordo di pace. Oggi comincia la settimana dei colloqui egiziani a Sharm el-Sheikh, dove saranno ospitate le delegazioni di Hamas e di Israele e dove arriveranno anche l’inviato degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero del presidente Usa (suo «consigliere non ufficiale») Jared Kushner. Comincia una settimana che potrebbe riscrivere la storia e la stabilità del Medio Oriente oppure, se andasse male, potrebbe decidere la cattiva sorte degli ostaggi ancora vivi nelle mani di Hamas (fra i 20 e i 22).













