Un po’ Mister X, Igor Tudor, giunto al quinto pareggio di fila. Un po’ X-Files la Juventus: incognita, difficile da decifrare. Bene inteso: un punto contro il Milan (di Allegri, di Modric) non lo si butta certo via, a maggior ragione se giunge finalmente a porta inviolata. Ma è anche vero che il punto in questione è frutto della grazia concessa da Pulisic dal dischetto del rigore e da Leao (che si è mangiato due gol facili-facili). Così come è vero che… l’attaccante più pericoloso della Juventus ancora una volta è stato Gatti. C’è di che riflettere, insomma. Mentre le prime in classifica si allontanano. Napoli e Roma a +3, Milan a +1. E ora c’è anche l’Inter (che invece è in striscia record) appaiato al 4° posto a quota 12 punti.

Che la gara sarebbe stata all’insegna del “primo non prenderle” lo si era capito subito. Juventus (la più italiana della stagione: Di Gregorio, Gatti, Rugani, Cambiaso e Locatelli) e Milan (il solito: unica variante è Bartesaghi) si studiano, accorte e concentrate. La squadra di Tudor sta sul chi va là perché è reduce da una valangata di gol subiti (11 in 7 incontri tra campionato e Champions) e sa bene che è il caso di cambiare l’andazzo; la squadra di Allegri perché… perché è la squadra di Allegri, cioè un tecnico che ha fatto del “calma calma” il suo mood filosofico. E così i bianconeri pressano alto con il tridente, in fase di non possesso, e salgono compatti con il baricentro; ma quando hanno la palla tra i piedi non premono più di tanto sull’acceleratore. Anche Modric e compagni attendono il momento propizio. I primi sussulti rossoneri arrivano al 20’ con Pulisic che scivola in area mentre duella in velocità con Rugani e al 31’ con Gimenez che s’aggira indisturbato slalomeggiando tra Kelly, Gatti e Rugani concludendo però centrale. La Juve prova a far la propria parte quando Conceiçao (28’) e Kalulu (34’) mettono in mezzo per David che tuttavia non ci crede abbastanza o si incespica su sé stesso. Qualche brivido in più nella ripresa. Ma se è vero che Conceiçao rianima un po’ i bianconeri - estemporaneamente - mettendo Gatti nella condizione di concludere a rete (Maignan fa il Miracolo), è anche vero che sono i rossoneri a crederci di più e a macinare davvero gioco. C’è il rigore sbagliato da Pulisic al 7’ (dopo il contatto Kelly-Gimenez in area), ci sono due/tre nitide occasioni del neo entrato Leao: prima ci prova da centrocampo, poi tira a porta quasi vuota e ancora, in extremis, si fa murare da Di Gregorio dopo essere stato magistralmente lanciato da Modric. Anche il passaggio al 3-5-2 con Vlahovic e Openda in attacco, non dà i frutti sperati. La Juve tira un sospiro di sollievo, un fiuu di Allegriano. Tudor spiega: «Prendiamo il punto. Abbiamo creato qualcosa, volevamo vincere, alla fine è un buon pareggio». Ma sa bene, il tecnico bianconero, che il bilancio generale è al di sotto delle aspettative: «Con due gol in più avremmo avuto due vittorie in più e sarebbe stato tutto perfetto. Così un po’ meno, ma mi concentro sul lavoro da fare per migliorare i ragazzi. Abbiamo pregi e difetti, ma staremo sul pezzo sempre».