Attivista libertario, monaco tech, uomo dell’intelligence americana. O forse asiatica. Chi è Satoshi Nakamoto, alias Mr. Bitcoin? Come in una spy story Benjamin Wallace ha seguito l’odore delle criptomonete
di Filippo Santelli
Era il 31 ottobre del 2008, mentre la finanza globale veniva travolta da una crisi senza precedenti, un forum di esperti di crittografia pubblicava un documento che descriveva una moneta digitale scambiata tra pari, senza bisogno di autorità o intermediari. Quella valuta aveva già un nome: bitcoin. L’autore (o gli autori) usavano uno pseudonimo: Satoshi Nakamoto. Oggi, 16 anni dopo, un bitcoin vale 100mila dollari, le criptomonete si sono conquistate a forza uno spazio sui mercati e dopo anni di rovinose cadute e vertiginose risalite un presidente americano promette la loro definitiva consacrazione, inserendole tra le valute di riserva degli Stati Uniti. Eppure di quel Satoshi Nakamoto, genio e ultramiliardario, continuiamo a non conoscere una chiara identità. Nel suo Il misterioso Signor Nakamoto (Apogeo) il giornalista freelance Benjamin Wallace racconta gli anni passati sulle sue tracce, un’indagine senza rivelazione finale ma che porta nei meandri di “un caso senza precedenti nella storia della tecnologia” e della cultura che lo ha prodotto.






