Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L'incredibile storia di Roberto Zanda: nel 2018 alla Yukon Artic Ultra, in Canada, perde l'orientamento e si ritrova solo a 50 gradi sotto zero: "Un altro sarebbe morto"
Tutto intorno si dispiega una coltre bianca a perdita d'occhio. Punti di riferimento andati. Speranze di cavarsela ridotte ad una percentuale risibile. La neve lo inghiotte fino all'altezza dell'ombelico, perché si è appena capovolto con la sua slitta. Per estrarsi da quella situazione mortale si sfila le muffole, resta a mani e piedi scoperti. Fuori fanno 50 gradi sotto zero. Regolare amministrazione per la Yukon Artic Ultra, la maratona estrema che si tiene tra i ghiacci del Canada ogni anno. Solo che per lui - Roberto Zanda da Cagliari, anni 60 - quelli rischiano di essere gli ultimi istanti della sua carriera sulla terra. Impossibile spuntarla con quelle temperature, senza le adeguate coperture e con il senso dell'orientamento dissolto. Gli arti scoperti iniziano a crepitare come fossero avvolti dalle braci. Per lui sembra davvero finita.






