La Tech Week di Torino è stata una ribalta molto speciale per il dialogo tra imprenditori hi-tech, accademici e investitori. Gli interventi di Ursula von der Leyen e Jeff Bezos hanno polarizzato l’attenzione e promosso la città come un luogo europeo di eccellenza ove si continua a guardare al futuro. «Viviamo nel pieno di molte età dell’oro: i viaggi nello spazio, la robotica, l’Intelligenza artificiale», ha detto Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, imprenditore del sistema multi-satellitare Kuiper, rivale di Starlink. Merita una riflessione il collegamento fatto da Bezos tra discipline apparentemente diverse e distinte - spazio, robotica e intelligenza artificiale - che collaborano nella generazione di nuovi prodotti e servizi in tutti i campi dell’economia. Quando un loro prodotto o sistema trova una ragione di successo, sia di mercato che di “potere”, genera altre innovazioni che rendono possibili altri sviluppi ed altre innovazioni.
Il dibattito tra ricerca e finanziamenti Lo spazio è sempre partecipe, spesso anticipatore di queste contaminazioni interdisciplinari, protagonista del trasferimento tecnologico “bidirezionale”; gli straordinari investimenti per il telefono mobile - un successo planetario che in un paio di decadi ha messo uno smartphone nella tasca di tutti - hanno messo a disposizione dei progetti spaziali telecamere minuscole e potenti, batterie leggere e performanti, memorie e circuiteria integrata miniaturizzata, algoritmi di comunicazione efficientissimi, che rendono assai più facile costruire un satellite a basso prezzo, come quelli che popolano le costellazioni satellitari di Musk e Bezos. Per converso lo spazio ha promosso grandemente la scienza dei materiali e la robotica, tecnica indispensabile là dove non c’è l’operatore umano e ogni operazione deve essere effettuata da meccanismi cooperativi. Bezos propone di spostare nello spazio i data center che supportano le applicazioni dell’intelligenza artificiale, notoriamente molto energivori; l’idea di collocare questi oggetti nello spazio è attraente perché potrebbero profittare dell’energia solare e - parcheggiati fuori dell’atmosfera terrestre - ci risparmierebbero il contributo di calore e di Co2 che produrrebbero nell’ecosistema terrestre.














