“Un’invenzione sorprendente, se ben realizzata, dopo qualche anno diventa la norma. La gente sbadiglia. E quello sbadiglio è il più grande complimento che un inventore possa ricevere”, ha scritto Jeff Bezos nel 2021 nella mail con cui comunicava ai dipendenti la decisione di lasciare l’incarico di Ceo di Amazon. Difficile, però, che si possa sbadigliare all’Italian Tech Week, dove Bezos sarà l’ospite d’onore dell’edizione 2025, in una fireside chat con John Elkann, Presidente di Stellantis, Ferrari e Ceo di Exor. Alla manifestazione torinese arriva dopo una lunga lista di protagonisti della tecnologia, come Sam Altman (OpenAI), Peter Thiel (PayPal), Reid Hoffman (LinkedIn), Daniel Ek (Spotify), Brian Chesky (Airbnb) e altri.
Bezos è famoso per aver fondato Amazon, il più grande sito di e-commerce del mondo. L’idea nacque nel 1994 sui sedili di un’auto, nel tragitto tra New York e Seattle, dove scrisse un primo abbozzo di business plan. Nel 1995 aprì un sito per vendere libri su Internet; magazzino e amministrazione erano ovviamente in un garage, luogo simbolo della nuova imprenditoria americana. Inizialmente si chiamava Cadabra.com, ma cambiò presto nome: «Amazon è un riferimento al Rio delle Amazzoni, il fiume più grande del pianeta», ci spiegò alla vigilia del lancio di Amazon in Italia. «Fin dall’inizio la nostra idea era offrire la più vasta selezione di prodotti possibile». Come ha ricordato lo stesso Bezos di recente, in occasione della scomparsa della madre Jackie, Amazon crebbe anche grazie a un sostanzioso investimento dei genitori: circa 250 mila dollari, che oggi valgono oltre 76 miliardi. Ai libri si aggiunsero Dvd, elettronica, giocattoli e molti altri prodotti: questa strategia di diversificazione aggressiva preparò la nascente azienda a dominare l’e-commerce su più fronti.







