Quando nel 1994 Jeff Bezos ha fondato Amazon aveva intuito una trasformazione importante: l’obiettivo della nuova industria tecnologica era portare il mondo fisico nel digitale. Prima i libri, poi la musica, poi l’intero commercio al dettaglio. Quella scommessa ha reso Amazon una delle aziende più ricche e influenti al mondo.

Ora sembra che Bezos stia applicando la stessa intuizione all’era dell'intelligenza artificiale, con una differenza: usare il digitale per trasformare il mondo fisico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Financial Times, Bezos sta lavorando a un fondo da 100 miliardi di dollari per finanziare o comprare aziende e renderle più produttive usando l’AI. Il denaro arriverebbe da investitori del Medio Oriente e del Sudest asiatico e si unirebbe a quello già raccolto da Project Prometheus, la startup fondata da Bezos insieme a Vik Bajaj, ex ricercatore di Google. Il nuovo fondo sarebbe tra i più grandi al mondo, paragonabile al Vision Fund di SoftBank, il conglomerato giapponese che negli anni scorsi ha investito miliardi in aziende tecnologiche con risultati alterni.

La differenza essenziale è che il progetto di Bezos punta principalmente al settore manifatturiero, non alle piattaforme digitali. Bezos ha anticipato questa visione lo scorso ottobre in Italia. «L'intelligenza artificiale avrà un impatto enorme su ogni azienda al mondo, produttori compresi», ha detto. «Migliorerà la qualità e la produttività. Quando dico ogni azienda, intendo letteralmente ogni azienda». Project Prometheus non vuole soltanto automatizzare le linee di montaggio, ma ottimizzare i processi che precedono la produzione fisica, come la prototipazione e la gestione dei materiali. I sistemi di AI apprendono individuando schemi ricorrenti nei dati raccolti dal comportamento dei macchinari reali, con un principio simile a quello dei modelli linguistici come ChatGPT e Claude, che hanno imparato a scrivere analizzando enormi quantità di testi. Il fondo prevede di comprare piccole startup in diversi settori, dalla difesa alla produzione di chip, usando l’AI come «veicolo per la trasformazione» della loro produzione. Tra i possibili investitori c'è anche JPMorgan, attraverso la Security and Resiliency Initiative, un’iniziativa da 10 miliardi di dollari annunciata lo scorso dicembre per sostenere l'innovazione industriale negli Stati Uniti.