Tensione altissima in Georgia nel giorno delle elezioni municipali, divenute un nuovo banco di prova per la tenuta democratica del Paese e per la sua traiettoria europea. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Tbilisi per protestare contro il governo e il partito al potere Sogno Georgiano, centrista-populista e da tempo ormai stabilmente su posizioni illiberali e filorusse. La manifestazione, iniziata nel centro della capitale tra bandiere georgiane e dell'Unione europea, si è diretta verso il palazzo presidenziale, dove si sono registrati scontri con le forze dell'ordine: alcuni manifestanti hanno forzato le inferriate dell'edificio e le forze speciali hanno risposto con gas lacrimogeni e idranti, disperdendo la folla.

Tra quanti hanno riportato irritazioni agli occhi anche il celebre tenore georgiano Paata Burchuladze (70 anni), oggi attivista politico e tra gli organizzatori della protesta. "Mi assumo la responsabilità per ciò che accade - ha dichiarato - oggi il popolo si riprende il proprio potere". L'opposizione aveva convocato una "assemblea popolare", presentandola come una mobilitazione pacifica per "una transizione democratica".

Dal palco, Burchuladze aveva letto una dichiarazione in cui si affermava che "l'attuale amministrazione è illegittima" e si invocava "un periodo di transizione pacifica" per restituire il potere ai cittadini. Il premier Irakli Kobakhidze ha invece parlato di "tentativi di destabilizzazione" e promesso una risposta ferma "a ogni progetto di rivoluzione". In conferenza stampa ha rivendicato l' "ampio vantaggio" del Sogno Georgiano, che secondo i dati del suo quartier generale alle municipali sarebbe "in testa con oltre il 70% dei voti in tutti i comuni", Tbilisi compresa.