La gente di Gaza non può essere certa che la guerra sia finita. Si spera nella pace ma la maggior parte è convinta che si tratti solo di una tregua e che prima o poi le parti in conflitto romperanno il cessate il fuoco e torneranno a combattere e a uccidere.
Dopo due anni di stragi e fame, Ghadeer Yousif, 24 anni, non crede più a nessuno, né ai miliziani né a Israele: "Ho trascorso due anni della mia vita con la mia famiglia nell'orrore e nello sfollamento, cercando cibo e riparo. Ho perso tutto e dopo la guerra non voglio più rimanere a Gaza", ha detto. L'unica cosa a cui Ghadeer pensa è il momento in cui riapriranno i confini, così potrà andarsene e cercare una vita migliore, finire l'università e vivere una vita più o meno normale. "Ho 24 anni, tutti i ricordi che ho sono legati alla guerra e alla morte.
Sono stata in questo incubo altre sei volte e la settima è stata la peggiore. In questa guerra ho perso tutta l'energia e la speranza in un futuro migliore. È ora di andarmene", ha detto. Mohamed Yehyeh, 55 anni, padre di 5 figli, due femmine e tre maschi, viveva a Gaza City, soffriva di problemi renali e necessitava di un intervento chirurgico da sei mesi. Ha fatto domanda per un visto di cura, ma non ha mai ottenuto il permesso di lasciare Gaza. Ora è felicissimo che la guerra sembri finita, così potrà provare a curarsi, dentro o fuori dalla Striscia. "Tutto ciò che avevo guadagnato nella mia vita se ne è andato, non ho più una casa o un'attività e sono troppo vecchio per ricominciare. Devo andarmene in cerca di un futuro migliore per i miei figli. Non c'è giustizia in questo mondo orribile", ha detto. Mohamed ha perso 15 chili ed è stato sfollato più di dieci volte in due anni. "La mia casa è un cumulo di macerie, ci vorranno almeno dieci anni per rimuoverle e ricominciare il processo di ricostruzione. Se ci sarà una soluzione definitiva per i palestinesi, tornerò a Gaza e ricostruirò la mia casa. Amo Gaza così tanto, ma non riesco più a vederla altro che come un cumulo di macerie", ha ripetuto.










