Ci sono decine di titoli in cui - magicamente, o perfidamente - viene evocato il cosiddetto slang del bicchiere della staffa: dal sofisticato Il laureato con Dustin Hoffman alla commedia Pane e tulipani con Bruno Ganz e la napoletana Licia Maglietta. Dallo storico “Pane, amore e…” di Dino Risi al memorabile “Il tè nel deserto”, diretto da Bernando Bertolucci.
E di recente è giunto sul grande schermo anche "Le città di pianura”, lungometraggio diretto da Francesco Sossai che di questa abitudine o vizio o rituale realizza un affresco con tre protagonisti interpretati dagli attori Filippo Scotti – lui incarnava il giovanissimo e fragile Fabietto nel film È stata la mano di Dio del premio Oscar Paolo Sorrentino – , Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla (rocker e frontman della band Il teatro degli orrori, ammirati in tour pochi giorni fa a Pozzuoli).
Dopo una anteprima accolta all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Un certain regard e dopo gli applausi al Toronto Film Festival e al New York Film Festival, lunedì 6 ottobre alle 21 ecco l’appuntamento con la platea partenopea.
Al rinato cinema Metropolitan di via Chiaia, Scotti e Capovilla saluteranno il pubblico in sala prima della proiezione. Al termine, invece, risponderanno alle reazioni dei presenti in sala. Magari svelando retroscena o bizzarrie accadute sul set, nelle scene ambientate fra l’hinterland trevigiano/bellunese e i bar notturni del Veneto.








