Il nome sa di buono, ma Federica Cappelletti - da presidente della Divisione di Serie A di calcio femminile, che prenderà il via oggi - può essere una pietanza speziata su tutto. Del resto, a 53 anni, il fantasma gentile di suo marito Paolo Rossi - che ci ha lasciato nel 2020 - non è affatto un ingombro ma solo carburante per bruciare le tappe.

Federica, da collega prestata al calcio, qual è stata l'intervista di cui va più orgogliosa?

«Direi Rita Levi Montalcini. La cosa singolare fu che la intervistai subito prima che diventasse senatore a vita, scegliendola in una rosa di papabili. E nel momento in cui glielo confidai, mi rispose: "Se diventerò senatore, lei sarà il mio portafortuna e la richiamerò subito". E lo fece. Ma ho intervistato tante personalità: Eco, la Maraini, la Pivano e Margherita Hack. Su quest'ultima le dico che quando finii, feci entrare nella stanza Paolo - non le avevo detto che ero sua moglie - e si misero a parlare di ragni e della loro capacità di stare nello spazio. Incredibile».

Essere la moglie di Pablito è stato un vantaggio o un ostacolo?

«Essere associati a una leggenda è stato sempre molto positivo. Ti spinge a fare di più, come ad esempio nel calcio femminile. Io avuto un prima in cui c'ero io; poi è arrivato lui e io ho fatto un passo indietro senza togliere niente a me; infine sono tornata al centro con la mia identità insieme alla sua, che rappresento con orgoglio».