Sono scesi in strada al grido di «Blocchiamo tutto» per protestare contro Israele e in sostegno della Global Sumud Flotilla. I danni più pesanti, però, i ProPal li hanno arrecati ai romani, che si sono ritrovati a "ringhiare" a bordo delle loro auto o dei loro scooter perché impossibilitati a farsi spazio tra code chilometriche di vetture e sbarramenti vari. Definire quello che ieri ha paralizzato la Capitale un canonico "venerdì nero" è poco. Fin dalla mattina, quando è scattato lo sciopero generale dei mezzi di trasporto e i difensori della missione a favore della «Striscia» hanno inondato la città, la rabbia è deflagrata. Soprattutto sui social, dove i residenti e i turisti malcapitati hanno potuto democraticamente dare sfogo a indignazione e sgomento.