E’ tornato alla Leopolda a Firenze, con quel Matteo Renzi con cui, negli anni, ha avuto rapporti oscillanti. Anche se adesso, e mentre sale sul palco, del leader di Italia Viva dice: “Voglio dire una cosa per rendere onore a Renzi: un mese dopo il momento in cui divenne presidente del Consiglio, venne a Milano, ci mettemmo" a dialogare "con la giunta e ogni assessore parlò delle problematiche del suo assessorato. Renzi ha preso nota e dopo un mese ha fatto il piano per Milano. Meloni non lo sta facendo, è come se avesse timore a confrontarsi".
Beppe Sala è ospite della kermesse fiorentina, parla di tutto dal palco con accanto proprio l’ex premier. Parla dello stadio, ovviamente, dopo la difficile approvazione della delibera che vende San Siro a Inter e Milan per costruire un nuovo impianto. E rilancia: “Se Milano vuole essere una città moderna, internazionale, non può avere timore a dire che lo stadio ha i suoi anni, che il Politecnico fa continue verifiche perché il terzo anello vibra. Si prende la cosa con coraggio e io sono stato coraggioso, ho visto il problema sul tavolo e non mi sono girato dall'altra parte”. Stoccata al presidente del Senato la Russa, che vagheggia decisioni diverse su San Siro se il centrodestra dovesse riprendersi la città: “La Russa dice di tenere San Siro perché ci sono altre squadre che possono usarlo oltre a Inter e Milan: allora chieda al ministro Abodi di andare a reclutare squadre che vengano a giocare a Milano, gli facciamo un contratto di affitto. Sono tutti capaci a giudicare il lavoro degli altri".












