Trentacinque anni dopo la riunificazione la Germania affronta una "fase altrettanto decisiva" e deve raccogliersi per ritrovare se stessa, facendo uno scatto verso una "nuova unità", ammonisce Friedrich Merz. Come allora il suo destino coincide con quello europeo.
La democrazia va difesa in tutto il continente, puntando sulla deterrenza: "L'Europa si riarma per la pace non per condurre una guerra", aggiunge ampliando l'orizzonte Emmanuel Macron. I due leader parlano uno dopo l'altro, nel segno dell'amicizia franco-tedesca e in una tacita gara sul piano della retorica, per celebrare un anniversario più sentito che mai, in una cerimonia ospitata a Saarbruecken, terra di confine, nel Land che presiede le regioni attualmente. La cerimonia solenne con 900 ospiti, nella Congresshalle del capoluogo del Saarland, avviene nelle ore in cui emergono nuovi dettagli sui misteriosi droni, che proprio alla vigilia hanno sorvolato l'aeroporto di Monaco, costringendolo a una chiusura temporanea che ha provocato enormi disagi e molta tensione. Anche la Germania si sente vulnerabile, e le minacce sono dentro e fuori il Paese, come nel resto dell'Ue. "L'asse del potere nel mondo si sposta. Le autocrazie costruiscono nuove alleanze e ci sfidano, per questo dobbiamo essere in grado di difenderci", ha scandito Merz. "Purtroppo ci troviamo di nuovo in un momento di scontro. Ma alla luce di questo siamo riusciti a restare uniti", gli ha fatto eco Macron.








