Cinque anni fa il presidente Frank Walter Steinmier si compiaceva di vivere nella “Germania migliore che ci sia mai stata”, nel celebrare i 30 anni della riunificazione Tedesca accanto ad Angela Merkel. Oggi, nel 2025, il clima di questo importante anniversario è molto diverso: fra le vistose difficoltà economiche con numeri quasi da stagnazione, l’ascesa inarrestabile dell’estrema destra, e la paura di una guerra che sembra, almeno geograficamente, sempre più vicina.
Ronald Reagan tiene un discorso davanti alla Porta di Brandenburgo
La caduta del famigerato muro di Berlino, il 9 novembre del 1989, e la successiva integrazione degli ex Laender della Ddr nella Repubblica federale tedesca, furono il capolavoro politico di Helmut Kohl, che riuscì nell’impresa in soli 11 mesi, entro il 3 ottobre 1990.
L'ex Cancelliere tedesco Helmut Kohl e l'ex leader dell'Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov nel 2005
Trentacinque anni dopo, quest'opera che fu giuridica, economica, politica e sociale mostra però di reggersi su fondamenta più fragili di quanto si immaginasse, con le regioni dell’est completamente conquistate dal partito di Alice Weidel, Alternative fuer Deutschland, tuttora segnato dal pesante dubbio dei servizi segreti. I consensi di Afd, fra l’altro, dilagano ormai anche a livello federale, dove stando ai sondaggi è in vetta alle classifiche e ha sorpassato i conservatori della Cdu. Il voto di protesta si sarebbe trasformato in una nuova Weltanschauung, secondo alcuni analisti, in linea con quanto avviene nel resto dell’Occidente.






