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Ultimo aggiornamento: 7:13

Vent’anni fa, il 22 novembre 2005, Angela Merkel – prima cancelliera donna nella storia della Germania – inaugurava il suo primo governo. Sarebbe rimasta alla guida del paese per 16 anni sino all’8 dicembre 2021. Per rendere bene l’idea, basta considerare che nello stesso periodo in Italia si sarebbero succeduti i governi Berlusconi III, Prodi II, Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi.

Il primo passo che l’avrebbe condotta alla cancelleria lo mosse nel 2000, quando fu eletta segretaria dell’Unione cristiano democratica (Cdu). Un partito tradizionalmente dominato da uomini, e in quel momento concretamente dominata da un uomo: Helmut Kohl, anche lui reduce da 16 anni di cancellierato, recentemente travolto dallo scandalo dei fondi illeciti al partito. Merkel ne aveva fatto pubblica abiura l’anno prima in un pezzo pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine che le guadagnò le inimicizie di alcuni esponenti di spicco del partito, tra cui un giovane Friedrich Merz.

L’inevitabile paragone tra le politiche della Cdu dell’era Merkel e i proclami psicotici dell’attuale governo Cdu a guida Merz sono una catarsi gattopardiana all’incontrario: sembra che non sia cambiato nulla, e infatti è cambiato tutto. Su immigrazione, diritti civili, transizione verde etc. nel giro di pochi anni la Cdu è sostanzialmente diventata un’AfD che ce l’ha fatta.