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31 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:06

Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha promesso un autunno di riforme. Uno dei problemi più urgenti sul tappeto anche in Germania è la sostenibilità del sistema pensionistico conservando l’equità generazionale. Il governo si è impegnato, alla sua nascita, a dare corso alla proposta dei consulenti dell’esecutivo in materia economica – Veronika Grimm, Ulrike Malmendier, Monika Schnitzer, Achim Truger e Martin Werding – di fornire a ogni bambino un capitale iniziale per la costruzione della pensione, il Kinderstartgeld. In pratica una “paghetta” pagata dallo Stato.

Il decollo della Frühstart-Rente è preannunciato dal 1° gennaio 2026: un versamento di dieci euro al mese da parte dello Stato in un fondo per la pensione futura per ogni bimbo residente in Germania dai 6 anni fino a 18. La somma sarebbe esentasse fino al pensionamento e resterebbe vincolata sino all’età pensionabile ordinaria. Inoltre, dai 18 anni potrebbe essere integrata privatamente sino ad un importo annuale massimo. Merz, durante la campagna elettorale, aveva preconizzato all’agenzia dpa che “con circa 700.000 giovani all’anno, questo costa sette milioni di euro al mese per ogni anno per ciascuna classe di nascite”. Equivale ad 84 milioni di euro all’anno, ed i soldi a bilancio scarseggiano.