Per inasprire le sanzioni degli scioperi attuati contro le indicazioni della Commissione di garanzia servirebbe un vero e proprio intervento di legislativo per modificare la legge che norma lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, mentre l'ipotesi di una cauzione precauzionale contro i possibili danni provocati in una manifestazione potrebbe porre un problema di limitazione del diritto costituzionale allo sciopero.

E' quanto spiegano a proposito delle diverse ipotesi e richieste circolate nella maggioranza dopo la proclamazione dello sciopero generale pro Gaza alcuni giuslavoristi che fanno con l'ANSA il punto su regole e tempistiche di eventuali sanzioni e sull'illegittimità o meno della protesta.

"Le sanzioni vengono decise dalla Commissione di garanzia al termine di una procedura istruttoria - spiega Stefano Pizzicaroli giuslavorista e consulente del lavoro - e sono poi impugnabili per via giudiziaria ordinaria (ovvero presso il giudice del lavoro). Le sanzioni attualmente previste dalla legge sono tassative e per quanto riguarda le organizzazioni sindacali possono prevedere la sospensione per un certo periodo dei permessi e dei contributi sindacali, una sanzione che va dai 2.500 ai 50mila euro e l'esclusione della sigla da eventuali trattative, sempre per un certo periodo. In casi di sciopero dopo l'invito contrario della Commissione la sanzione massima è raddoppiata. Possibili sanzioni disciplinari sono possibili anche per i singoli lavoratori".