"Esprimiamo ferma contrarietà all'emendamento proposto in Manovra da FdI che impone ai lavoratori di comunicare con sette giorni di anticipo, in forma scritta e irrevocabile, la propria adesione a uno sciopero.

Una misura che snatura il diritto stesso di sciopero garantito dalla nostra Costituzione, crea di fatto liste di scioperanti e apre la strada a discutibili pressioni e potenziali discriminazioni inasprendo le relazioni industriali": così dichiarano in una nota unitaria Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, sottolineando che: "Il sindacato ha avuto da sempre un approccio molto responsabile nei confronti del ricorso allo sciopero".

"Chiediamo - dicono Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - il ritiro immediato dell'emendamento annunciando che, se del caso, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti, dei servizi accessori e complementari ai trasporti e del loro legittimo diritto di sciopero".

I sindacati spiegano che: "la legge 146/90, unitamente alle innumerevoli regole di settore, già assicura pienamente il rispetto del diritto alla mobilità attraverso la garanzia dei 'servizi minimi'. Questo nuovo obbligo è quindi inutile quanto pericoloso".